Quando la discrezione viene scambiata per mancanza di socievolezza

Il mio angolo di web

Non so se a qualcuno sia mai capitato di essere etichettato come poco socievole…a me spesso…
Ma almeno per quanto mi riguarda si tratta piuttosto di discrezione, infatti non amo molto spargere ai quattro venti le mie questioni personali delle quali discuto solo con le persone che mi sono più vicine. Non penso sia sbagliato un atteggiamento di questo tipo, anche se in una società come la nostra è sempre più difficile, perché la normalità sta diventando la “condivisione sfrenata” di tutto quello che prima era considerato personale. A volte mi sento in po’ un pesce fuor d’acqua ma voglio continuare ad essere come sono senza adeguarmi a quello che sento non fa parte di me.
…..sbaglierò????

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io vorrei..non dovrei..ma.. [parte seconda]

sto in pullman, oggi vado a siracusa; e .. qualcosa mi ha ricordato che io ho un debole, per quelli più giovani (e questo detto dall’alto dei miei 26 anni, la dice lunga).
freud si divertirebbe con me, se solo fosse ancora vivo avrei da fargliene di domande al ‘padre’ della psicanalisi.
tornando a noi, qualcuno di voi che mi legge(va) si ricorderà di quello sproloquio sull’amico di lui ; beh sarete contenti (per me) spero, di sapere che mi è passata, completamente, è rimasto solo un po’ di dispiacere, non per me, ma per il costui g. che non lo vedo proprio bene con quella mia omonima antipaticissima che ho pure scoperto avere un caratterino particolare; ma ciò non vuol dire mica che vorrei starci io, quella vacua attrazione è passata, e troppo alto per me. cmq
tornando a oggi, è proprio qui con me sul pullman, vicino ma non troppo, solo seduto nella fila accanto, un posto più indietro, abbastanza vicino da porterci giocare, abbastanza lontano da poterne scrivere. io purtroppo (lui forse direbbe per fortuna) ho l’ormone ‘sensibile’. l’avevo distrattamente adocchiato prima di salire, poi mi si è avvicinato per avere info sul pullman; me lo sono ritrovato di fianco poi, una volta seduta, e ho pensato ” carino”
di nuovo, di un perfetto sconosciuto
ma stavolta ho pensato pure che non può avere che 17 anni forse, voglio essere generosa, facciamo tra i diciassette e i 20, ma non un mese di più.
e niente solo questo, sto qui seduta in pullman, ad ascoltare le ragazze dei neri per caso, e non troppo spesso e ad intervalli irregolari mi volto a guardarlo per poi rigirarmi in fretta appena incrocia il mio sguardo; così per ricordarmi cosa si prova a giocare; e sono in viaggio per raggiungere lui il mio fidanzato che abita a siracusa.

la blogger cattiva dentro me

non sono mai stata quel tipo di blogger, non credo, lo sono certamente.; una ragazza cattiva, questo no non lo sono di certo, ma come blogger so di darmi qualche concessione. ma adesso non mi sento una blogger cattiva, sento solo la necessità di esserlo, per non essere cattiva come persona: sento tanta cattiveria dentro me adesso e voglio incalanarla tutta qui per non incattivire la mia vita. Devo. Non sono sicura di riuscirci. Non so se scriverò qualcosa di cattivo (o di sensato) qui di seguito, ma sarebbe bene per me che lo facessi. Magari potrebbe solamente essermi utile lo scrivere..chissà.
No. Meglio essere spietata. è il mio buco di tana questo. il coniglio l’ho sfrattato.
“di quei fidanzati che per uscire in gruppo ci tengono che ci sia pure la propria lei. vorrei averne uno” (si ho appena citato me stessa).

ricordate della mamma precaria con l’affitto da pagare che compra aggeggini tecno-costosi per se e figli? no? male. ma potete trovarla qui (appena avrò a disposizione un supporto tecnico che mi permettera’ di linkare la pagina; oppure qualche post più giù se cercare non vi sbatte troppo). bene, oggi ho avuto modo di vederla; io giuro che mi sforzo..ce ne metto per creare un contatto, ma i suoi modi mi provocano forti conati di dissenso che riesco a trattenere solo restando in silenzio: oggi ha fatto i capricci a pranzo, il figlio le prepara il pasto dietro sua richiesta, quando lei rincasa da lavoro e lei “potevi dirmi che c’era quell’altro io questo non lo voglio voglio quello”; so che esistono diverse razze di genitori, ma questa non l’avrei mai immaginata. e dire che alla prima impressione aveva catturato la mia simpatia e stima, ma so bene che le prime impressioni sono sempre sbagliate, io ne sono la prova vivente, che mi aspettavo?
di non innamorarmi, ecco cosa mi aspettavo.
e invece lo amo. è il peggior sesso della mia vita e io lo amo. chiarisco, non sono mai stata ne sono e spero mai sarò il tipo di ragazza che giudica un tipo in base alle prestazioni, ma questa è la realtà; non è di certo di questo aspetto che mi lamento, ma questo sommato al suo caratterino crea un buon pretesto per troncare, si, se non lo amassi sono certa lo farei: non ho mai mollato neanche il più stronzo dei miei ex, ma voglio illudermi di esserne capace.
che poi sono solo attimi. ma attimi in cui si fa odiare nel modo che ha di rigirare le sue le mie parole nell’atteggiamento di voler ragione. e poi se la ride e io che sono già contrariata mi sento presa in giro, e poi sono io quella pesante. si.
si, adesso dopo un viaggio in pullman lungo 90 minuti e un arancino nello stomaco, non ricordo più perché fossi tanto rancorosa, o magari lo ricordo così bene che ho deciso di dimenticarmene….schizzofrenia portami via! a no..è “solo quel periodo del mese”
la scusa

Siamo ciò che pubblichiamo.

MartinaL

Non c’è niente da fare, siamo diventati la trasposizione della nostra immagine sul web. Nella nostra vita quotidiana, reale, di tutti i giorni, tangibile, parliamo, ci muoviamo e siamo, un po’ la trasposizione di ciò che siamo, o che mostriamo, sul web.

E sul web se ne vedono di tutti i colori. A volte crediamo, o vogliamo credere, di far vedere il nostro lato migliore, come se esistesse solo quello. E forse troppo spesso lasciamo che siano le foto, gli aforisimi, i testi delle canzoni, le frasi fatte, a parlare per noi, tanto che diventiamo un mero collage di parole e immagini altrui.

C’avete mai pensato? Siamo sempre alla disperata ricerca della frase perfetta, dell’inquadratura perfetta, della musica perfetta… del perfetto, insomma. Ma basta che non venga direttamente da noi.

Leggo di continuo frasi ad effetto, copiate e incollate senza la minima mediazione cerebrale di chi le pubblica. Vedo di…

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